Dove registrare un dominio .it: prezzi e provider a confronto

Redazione ecommerceit
Settembre 20, 2026 · 4 min

Registrare un dominio .it costa meno di un caffè il primo anno e il decuplo dal secondo: è la meccanica commerciale su cui si regge l’intero mercato dei registrar, e conoscerla evita sia le sorprese in fattura sia i cambi di fornitore fatti per il motivo sbagliato. Il prezzo, come si vedrà, è solo uno dei criteri, e raramente il più importante.

Come funziona il Registro .it e cosa compri davvero

Il dominio .it non si acquista dal provider ma attraverso il provider: il registro ufficiale dell’estensione italiana è gestito dal Registro .it, struttura del CNR di Pisa, e i provider come Aruba, Register.it o OVHcloud sono registrar accreditati che fanno da intermediari. Questo ha due conseguenze pratiche. La prima: il dominio è dell’intestatario, non del registrar, e si può spostare liberamente da un fornitore all’altro con il codice authinfo, come descrive la guida su come trasferire un dominio. La seconda: i requisiti sono uguali ovunque, serve un recapito nell’Unione Europea e i dati dell’intestatario devono essere veritieri, perché il Registro può verificare e sospendere i domini con dati inconsistenti.

Quello che cambia tra un registrar e l’altro è il contorno: il pannello di gestione DNS, i servizi inclusi come redirect ed email di base, l’assistenza, e naturalmente il prezzo, che va sempre letto su due righe: quella del primo anno e quella del rinnovo.

I prezzi a confronto: promozioni e rinnovi

Le rilevazioni dei comparatori italiani su prezzi di listino della primavera 2026 danno un quadro chiaro della forbice tra ingresso e rinnovo per un dominio .it:

Provider Primo anno Rinnovo indicativo
Aruba da circa 1 € circa 10 € l’anno
Register.it da circa 1 € circa 12 € l’anno
OVHcloud da circa 3,60 € circa 7 € l’anno
SiteGround e hosting esteri variabile, spesso incluso nell’hosting 15 € e oltre

Sono valori indicativi che cambiano di frequente con le promozioni, e vanno verificati sulla pagina di acquisto insieme a un dettaglio che i listini non mostrano: i servizi spinti nel carrello, dalla casella email al certificato, che possono raddoppiare lo scontrino. La lettura corretta della tabella non è “il più economico il primo anno” ma il costo cumulato su tre o cinque anni, che per un dominio destinato a durare è dominato dal rinnovo: su cinque anni, un provider da 1 euro d’ingresso e 12 di rinnovo costa più di uno da 3,60 e 7.

I profili dei due registrar italiani principali, con punti di forza e debolezze oltre il prezzo, sono nelle schede dedicate ad Aruba e Register.it: per chi vuole tutto in italiano, assistenza compresa, restano la scelta di default; per chi mastica pannelli tecnici, i player internazionali offrono spesso rinnovi più bassi e DNS più flessibili.

I criteri che contano più del prezzo

Tra 7 e 12 euro l’anno la differenza economica è irrilevante per qualsiasi attività: i criteri che separano una buona scelta da una cattiva sono altri. Il primo è la gestione DNS: record modificabili senza limiti, propagazione rapida, eventuale DNSSEC, perché un ecommerce che un domani vorrà usare servizi esterni di posta, CDN o verifica avrà bisogno di toccare i DNS spesso. Il secondo è la trasparenza su rinnovi e disdette: promemoria chiari, rinnovo automatico disattivabile con un clic, nessuna penale d’uscita. Il terzo è la separazione tra dominio e hosting: tenere il dominio presso un registrar e il sito presso l’hosting migliore per il progetto è una pratica sana, che rende ogni futuro trasloco più semplice, come spiegato nella guida alla scelta dell’hosting per ecommerce.

Un’ultima avvertenza riguarda i multi-dominio: comprare anche .com, .eu e le varianti con errore di battitura del proprio marchio costa pochi euro l’anno e chiude la porta a cybersquatting e concorrenti opportunisti. La regola pratica: si registra il .it come dominio principale e almeno il .com come difensivo, con redirect verso il principale.

Domande frequenti

Quanto costa un dominio .it all’anno?

Il primo anno costa da circa 1 euro con le promozioni di Aruba e Register.it fino a qualche euro con i provider internazionali; il rinnovo si assesta tra i 7 e i 12 euro annui a seconda del registrar, più IVA. Il costo reale va calcolato sul prezzo di rinnovo, perché la promozione vale solo dodici mesi, e verificato in pagina di acquisto insieme ai servizi aggiuntivi proposti.

Chi può registrare un dominio .it?

Persone fisiche e giuridiche con cittadinanza, residenza o sede in un Paese dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Alla registrazione servono dati anagrafici e fiscali veritieri, perché il Registro .it, gestito dal CNR, può verificarli e sospendere i domini con informazioni inconsistenti. Non serve invece una partita IVA: anche i privati possono registrare un .it.

Meglio registrare il dominio con l’hosting o separatamente?

Separare dominio e hosting è la pratica più flessibile: il dominio resta presso il registrar e punta via DNS all’hosting del momento, così cambiare fornitore del sito non tocca il nome. Comprarli insieme è comodo all’inizio ma lega due contratti con logiche di prezzo diverse, e i pacchetti combinati rendono i trasferimenti futuri leggermente più laboriosi.

Il dominio .it è meglio del .com per un sito italiano?

Per un’attività che vende in Italia il .it è la scelta naturale: è riconoscibile, ispira fiducia al pubblico locale e non ha svantaggi di posizionamento su Google, che usa altri segnali per la geolocalizzazione. Il .com resta preferibile per progetti con ambizioni internazionali. La prassi migliore è registrarli entrambi, usarne uno come principale e impostare il redirect sull’altro.

Continua a leggere

Tutti gli articoli →