La scelta del corriere è una delle decisioni operative che incide più direttamente sull’esperienza del cliente e sul margine del merchant. Tempi di consegna, costi, qualità del tracking, gestione dei problemi: tutto dipende dal corriere scelto e dalla qualità del contratto negoziato. Affidarsi a un corriere “perché tutti lo usano” senza un confronto reale è uno degli errori che costano di più nel medio periodo. Capire i principali player e i criteri di confronto evita di sbagliare la scelta. Le cifre aggiornate per fascia di peso, listini e broker a confronto, sono nell’analisi su quanto costa spedire un pacco.
I principali corrieri sul mercato italiano
Il mercato italiano è dominato da una decina di player, con profili e prezzi diversi.
BRT (Bartolini) è uno dei principali corrieri italiani specializzati in ecommerce. Copertura capillare sul territorio, tariffe competitive su contratti diretti, prestazioni mediamente buone su consegna entro 24-48 ore al Centro-Nord. È una scelta molto diffusa tra ecommerce piccoli e medi italiani.
GLS (General Logistics Systems) ha caratteristiche simili a BRT: copertura ampia, tariffe competitive, buone prestazioni. Forte presenza in Nord Italia. Spesso scelto come secondo corriere per diversificare il rischio.
SDA (gruppo Poste Italiane) ha forte presenza territoriale grazie all’infrastruttura Poste, anche nelle zone rurali. Tempi di consegna mediamente buoni al Centro-Nord, più lenti al Sud e isole. Vantaggio: integrazione con i punti di ritiro Poste, comodo per il cliente.
Poste Italiane è la rete capillare per definizione: arriva ovunque in Italia, comprese zone rurali e isole minori. Limite: tempi di consegna meno rapidi rispetto ai corrieri privati, tracking storicamente meno avanzato (in miglioramento).
DHL, UPS, FedEx sono i principali corrieri internazionali con presenza significativa in Italia. Tariffe più alte per il nazionale rispetto a BRT/GLS/SDA, ma servizi premium (express, prioritari) e copertura internazionale eccellente. Per ecommerce con vocazione internazionale, sono spesso scelte preferenziali per le spedizioni extra-nazionali.
InPost ha una presenza crescente in Italia con la sua rete di Locker (armadietti automatici 24/7) e Punti di Ritiro. Modalità di consegna alternative apprezzate dal pubblico mobile/giovane, costi spesso più bassi della consegna a domicilio.
Per il quadro generale della logistica ecommerce, il riferimento è il pillar su logistica per ecommerce.
I criteri di confronto operativi
Cinque criteri concentrano la decisione.
I costi negoziati sono il primo. Le tariffe pubbliche dei corrieri sono spesso 1,5-2 volte superiori a quelle negoziate. Per ecommerce con almeno 100-200 spedizioni al mese, vale la pena chiedere preventivi a 2-3 corrieri o usare un aggregatore di spedizione. Differenza tipica: 5,50 euro tariffa pubblica per pacco standard nazionale, 3,80-4,50 euro su contratto negoziato. Su 1.000 spedizioni al mese, sono 1.000-2.000 euro/mese di differenza.
I tempi di consegna effettivi sono il secondo. Le promesse pubblicate (24-48 ore) vanno verificate sulle proprie destinazioni reali. Un corriere che consegna in 24 ore al Nord ma in 72 al Sud potrebbe essere problematico per ecommerce con clientela prevalentemente meridionale. La verifica si fa con un periodo di test e con feedback dei clienti.
La qualità del servizio è il terzo. Tasso di consegne riuscite al primo tentativo, gestione dei tentativi di consegna falliti (riprovano? portano al punto di ritiro?), tasso di danneggiamenti e smarrimenti. Sono parametri che si misurano nel tempo, con esperienza diretta o con feedback dal mercato (gruppi Facebook di ecommerce, forum di settore).
La gestione del tracking è il quarto. Il cliente moderno si aspetta tracking puntuale: notifica di affidamento al corriere, aggiornamento di transito, notifica di prossima consegna, conferma di consegna avvenuta. Corrieri con tracking di qualità (BRT, GLS, DHL nelle versioni moderne) sono preferibili a quelli con tracking ridotto al minimo.
Le opzioni accessorie sono il quinto: consegna in locker o punti di ritiro, consegna su appuntamento, gestione del contrassegno se necessario, gestione resi efficiente, eventuali servizi premium (consegna garantita entro ore specifiche). Diversi corrieri offrono pacchetti diversi.
Spedizionieri e aggregatori: l’alternativa al contratto diretto
Esiste una terza via tra “contratto diretto con il corriere” e “tariffe pubbliche”: gli spedizionieri e gli aggregatori di spedizione.
Gli spedizionieri (es. ARC Europe, MBE) sono intermediari che hanno volumi aggregati con più corrieri e offrono ai loro clienti tariffe negoziate, anche su volumi piccoli. Sono spesso una soluzione per ecommerce piccoli che non hanno volumi per negoziare direttamente.
Gli aggregatori di spedizione (ShippyPro, Qapla’, Spedingo, ShippingItalia, Sendcloud) hanno un modello simile ma più orientato al digitale: si integrano con la piattaforma ecommerce, generano automaticamente le etichette, gestiscono il tracking, comunicano con il cliente. Spesso permettono di scegliere il corriere migliore per ogni spedizione (in base a destinazione, dimensione, tempi). Sono diventati lo standard operativo per molti ecommerce italiani in crescita.
Costi: gli aggregatori applicano una piccola commissione sul transato logistico, ma le tariffe negoziate aggregate spesso compensano e superano questo costo. Vantaggi operativi enormi: automazione del processo, gestione integrata di tutti i corrieri usati, dashboard di monitoraggio. Per il quadro generale dei costi di spedizione e politica di pricing, c’è l’approfondimento su costi di spedizione: come definirli.
Come scegliere: la decisione pratica
In sintesi, tre scenari tipici e la scelta consigliata.
Ecommerce piccolo (sotto 200 spedizioni al mese): aggregatore di spedizione (ShippyPro, Sendcloud, Spedingo) con accesso a multiple opzioni corriere. Permette di partire senza negoziare contratti diretti, mantenendo flessibilità.
Ecommerce medio (200-2.000 spedizioni al mese): combinazione di aggregatore + contratto diretto con 1-2 corrieri principali. Su questa scala, la negoziazione diretta inizia a portare benefici significativi, ma l’aggregatore resta utile per la gestione operativa.
Ecommerce grande (oltre 2.000 spedizioni al mese): contratti diretti con 2-3 corrieri primari per diversificare il rischio, uso di aggregatore o sistema gestionale dedicato per orchestrare le spedizioni. Su questa scala, le tariffe negoziate sono significativamente migliori delle pubbliche.
In tutti i casi, la diversificazione (usare 2+ corrieri) riduce il rischio operativo: scioperi, problemi tecnici, periodi di sovraccarico di un corriere non bloccano tutta la spedizione. È diventata buona prassi consolidata.
Domande frequenti
Posso negoziare tariffe con un corriere se ho solo 100 spedizioni al mese?
In modo limitato. Sotto 200-300 spedizioni mensili, i corrieri tradizionali offrono di norma tariffe standard del listino “small business”, che sono leggermente migliori delle tariffe pubbliche ma molto lontane da quelle dei grandi volumi. Per ottenere tariffe veramente competitive su volumi piccoli, gli aggregatori di spedizione sono la strada migliore: aggregano i volumi di molti ecommerce e offrono tariffe negoziate accessibili a tutti.
Qual è il corriere migliore per consegne al Sud Italia?
Non c’è una risposta universale, ma alcune indicazioni. BRT e GLS hanno buona copertura del Sud con tempi tipici di 48-72 ore. SDA e Poste hanno copertura più capillare ma tempi più variabili. DHL e UPS sono affidabili ma più costosi. La pratica migliore: testare 2-3 corrieri su un mese di spedizioni reali al Sud e confrontare tempi effettivi e tasso di consegne riuscite. La differenza tra corrieri sulle stesse destinazioni può essere significativa.
Come gestire i danneggiamenti durante la spedizione?
Tre azioni. Primo: imballaggio adeguato che riduca il rischio (vedi l’approfondimento dedicato al packaging). Secondo: documentazione del prodotto integro al momento della spedizione (foto, codice articolo) per supportare eventuali contestazioni. Terzo: assicurazione del valore della merce su spedizioni di alto valore (i corrieri offrono copertura assicurativa, spesso gratuita fino a una certa soglia, a pagamento sopra). In caso di danno: contestazione formale al corriere entro i termini contrattuali (di norma 5-8 giorni dalla consegna).
Vale la pena offrire consegna in locker (es. InPost)?
Per molti pubblici sì. I locker sono apprezzati da chi non è a casa durante il giorno (lavoratori, studenti), da chi vuole flessibilità nei tempi di ritiro, da chi preferisce non rivelare l’indirizzo di casa per ragioni di privacy. Costi spesso inferiori alla consegna a domicilio, tempi di consegna confrontabili. Per ecommerce con pubblico giovane/digitalizzato, offrire l’opzione locker accanto alla consegna a domicilio aumenta la conversione e dà al cliente più controllo.