Vendere su Amazon: come iniziare e cosa sapere

Vendere su Amazon: come avviare la vendita, modelli FBA e FBM, costi reali e aspetti chiave da valutare prima di lanciare il proprio catalogo.

Redazione ecommerceit
Maggio 19, 2026 · 6 min
Vendere su Amazon: come iniziare e cosa sapere

Amazon è il primo canale ecommerce in Italia per la maggior parte delle categorie B2C. Per chi vende online, presidiarlo è quasi obbligatorio. Allo stesso tempo, vendere bene su Amazon richiede di capire dinamiche specifiche che differiscono dal proprio sito ecommerce: algoritmi, Buy Box, FBA vs FBM, advertising interno, recensioni. Partire senza un metodo significa quasi sempre risultati mediocri e frustrazione; partire bene significa accedere a uno dei canali con miglior rapporto investimento-ritorno del mercato.

Per il quadro completo dei costi c’è l’approfondimento su quanto costa vendere su Amazon.

I due modelli: Vendor Central vs Seller Central

Amazon offre due modelli di vendita per i brand, profondamente diversi.

Seller Central è il modello di marketplace classico: il venditore (seller) elenca i propri prodotti su Amazon, gestisce inventario, decide prezzi, riceve direttamente gli ordini. Amazon prende una commissione. Il venditore mantiene controllo e visibilità sul business. È il modello standard per la quasi totalità dei venditori piccoli e medi.

Vendor Central è il modello in cui Amazon compra prodotti dal fornitore e li rivende. Il “vendor” è di fatto un fornitore di Amazon, non un venditore al pubblico. Amazon ha controllo totale su prezzo, presentazione, advertising. Vantaggi: volumi potenzialmente alti, prodotti spesso più visibili (Amazon spinge i prodotti che ha in magazzino). Limiti: margini molto compressi (Amazon negozia condizioni dure), nessun controllo su prezzo al pubblico, processi più rigidi.

Per la grande maggioranza degli ecommerce in Italia, Seller Central è la scelta operativa. Vendor Central viene proposta da Amazon ai brand strutturati, di solito con storia di vendite consolidata.

Per il quadro generale dei marketplace, il riferimento è il pillar su vendere sui marketplace.

Account e setup iniziale

L’apertura di un account Seller Amazon Italia richiede alcuni passaggi.

I requisiti principali: partita IVA italiana (o equivalente europea), carta di credito intestata all’azienda per il pagamento delle fee, conto bancario per ricevere i versamenti, documenti di identità del legale rappresentante, conferma dell’indirizzo aziendale.

I piani: Account Individual (0,99 euro per articolo venduto, no canone mensile, limite 40 vendite/mese) è adatto solo per chi vende sporadicamente. Account Professional (39 euro/mese in Italia, no fee per articolo) è il piano per chi vende sul serio. Sopra le 40 vendite/mese il Professional è di fatto obbligatorio.

Il setup catalogo: si possono caricare prodotti uno a uno via interfaccia, o in massa tramite file Excel/CSV. Per cataloghi medi-grandi vale la pena usare i template di caricamento massivo. Le piattaforme ecommerce (Shopify, WooCommerce, PrestaShop) hanno plugin che sincronizzano catalogo direttamente con Amazon.

La registrazione del brand su Amazon Brand Registry è uno step molto utile per brand proprietari: dà accesso a strumenti di protezione del brand (rimozione di contraffazioni), Sponsored Brands ads, contenuto A+ (descrizioni arricchite). Richiede di avere un marchio registrato (Italia o internazionale).

FBA vs FBM: la scelta operativa

Una delle decisioni più importanti per chi vende su Amazon è il modello di fulfillment.

FBA (Fulfillment by Amazon): il venditore manda i prodotti nei magazzini Amazon, Amazon gestisce stoccaggio, picking, packing, spedizione, customer service. Vantaggi: prodotti automaticamente Prime (consegna 1-2 giorni), Buy Box molto più facile da vincere, qualità di servizio garantita Amazon, gestione clienti delegata. Costi: storage fee + fulfillment fee per unità venduta. Esempio per prodotto medio (1 kg, dimensioni medie): 3-5 euro per ordine di fulfillment + 1-3 euro/mese/mq di storage. Le tariffe esatte variano per peso e dimensioni.

FBM (Fulfillment by Merchant): il venditore mantiene stoccaggio proprio e spedisce direttamente. Vantaggi: niente fee FBA, controllo dell’esperienza (packaging brandizzato), no dipendenza da magazzini Amazon. Limiti: tempi di consegna meno competitivi (di norma no Prime, salvo programmi specifici come Seller Fulfilled Prime), Buy Box più difficile da vincere, customer service in capo al venditore.

La scelta operativa dipende da: volume di vendite (sotto certi volumi le fee FBA pesano molto), tipologia prodotto (prodotti fragili o personalizzati spesso meglio FBM), strategia di brand (FBM permette unboxing curato), capacità logistica interna. Per ecommerce medio-piccoli senza struttura logistica propria, FBA è di norma la scelta più scalabile. Per chi ha già magazzino e logistica solidi, FBM mantiene margini superiori.

Vincere il Buy Box

Il Buy Box è la sezione “Aggiungi al carrello” su una pagina prodotto Amazon. Quando un prodotto è venduto da più seller, solo uno alla volta ottiene il Buy Box: gli altri compaiono come “Altri venditori” (con click significativamente inferiori). Studi indicano che oltre l’80% degli acquisti Amazon passa dal Buy Box.

I fattori che determinano il Buy Box (algoritmo Amazon, non pubblicato in dettaglio ma noto approssimativamente):

Prezzo competitivo: prezzi superiori rispetto ad altri venditori dello stesso prodotto perdono il Buy Box. Non serve essere i più economici, ma essere nel range.

Performance del venditore: order defect rate basso, late shipment rate basso, customer feedback positivo. Amazon premia venditori affidabili.

Tempi di spedizione: prodotti Prime (FBA) hanno enorme vantaggio. Su FBM, “Same day handling” e tempi di consegna garantiti aiutano.

Inventory level: prodotti in stock con buon flusso vincono su prodotti spesso “out of stock”.

Categorie e regole specifiche: alcune categorie hanno regole proprie per il Buy Box.

Per categorie competitive, vincere il Buy Box richiede di norma FBA + pricing competitivo + alta performance del venditore.

Recensioni e Ranking

Le recensioni Amazon sono uno dei fattori più importanti per il successo. Più recensioni (con valutazione alta) = ranking migliore + conversion più alta.

Le strategie per ottenere recensioni legittimamente:
Amazon Vine (programma a invito): Amazon distribuisce campioni a reviewer qualificati che lasciano recensioni oneste.
Request a Review: pulsante in Seller Central che invia email automatica al cliente per chiedere recensione.
– Email automatica post-acquisto (con cautela: Amazon vieta sollecitazioni “non in modo neutrale”, solo richieste neutrali).

Le pratiche vietate (e severamente penalizzate da Amazon): compensare clienti per recensioni positive, scambio di recensioni con altri seller, recensioni da account collegati al venditore.

Il product ranking dipende da molti fattori: sales velocity, recensioni, ottimizzazione della pagina prodotto, performance dell’inserzione (CTR, CR). Salire nel ranking organico Amazon è un processo di mesi, con ottimizzazione continua di titolo, foto, descrizione, prezzi, advertising.

Per il dettaglio sull’advertising Amazon che supporta il ranking, c’è anche advertising sui marketplace.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per essere “redditizi” su Amazon?

Per la maggior parte dei venditori, 6-12 mesi per arrivare a un volume e a un ranking che producono utile netto sostenibile. I primi mesi sono fase di apprendimento: ottimizzazione delle inserzioni, raccolta delle prime recensioni, test di pricing, calibrazione dell’advertising. Aspettarsi profitti significativi nei primi 3 mesi è quasi sempre una premessa per delusione. La buona prassi: pianificare 6-12 mesi di investimento (anche in advertising) prima di valutare la redditività reale.

Conviene Vendor Central se Amazon ce lo propone?

Spesso no. Vendor Central viene proposto a brand strutturati ma con margini compressi significativamente: Amazon negozia condizioni che spesso lasciano 15-30% di margine in meno. In cambio: maggiore visibilità (Amazon spinge i propri prodotti), volumi maggiori, supporto Amazon più strutturato. La valutazione va fatta caso per caso, simulando i numeri concreti. Per brand piccoli e medi, Seller Central è quasi sempre più sostenibile.

Come gestire le sospensioni dell’account Amazon?

Le sospensioni sono il timore principale dei venditori Amazon. Cause tipiche: violazioni delle policy (vendita di prodotti non autorizzati, recensioni false, performance scadente), violazione della price parity, contraffazione segnalata da altri brand. La gestione: leggere attentamente la motivazione della sospensione, preparare un “Plan of Action” che riconosce il problema e propone soluzioni concrete, inviare ad Amazon. Tempi di sblocco: 2-6 settimane in casi gestiti bene, mesi o irreversibili in casi gravi. Per ecommerce dipendenti significativamente da Amazon, la prevenzione è essenziale.

Posso vendere su Amazon anche se non ho una partita IVA italiana?

Sì, con un’azienda europea (UE) o di altri paesi previsti dalla policy Amazon. Amazon richiede partita IVA valida, documenti aziendali, e gestisce il VAT secondo il regime OSS (per le vendite in UE). Per il quadro fiscale, c’è anche IVA e regime OSS per le vendite online. Vendere in Italia senza alcuna partita IVA non è praticabile per attività continuative: Amazon richiede compliance fiscale dall’inizio.

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